venerdì 29 novembre 2013

Mostri

Avrei voluto andare a fare un giro, prendere aria. Prendere aria da questa Milano che mi soffoca. Ma non è la città a soffocarmi, e nemmeno lui. Sono io che mi soffoco.

Non mi sono mai considerata una persona che si piange addosso.. ma eccomi qui, a piangermi addosso. Senza paranoie però.

Credo di avere capito. Non c’è un sentimento che ci lega, come mi è sempre piaciuto credere, una sorta di legame dettato dal destino o chissà che altro.. semplicemente lui è una di quelle persone che si fanno tutte le donne che gli capitano e basta. Non si fa me perché sa i sentimenti che provo e basta. Ma in questo punto c’è ancora qualcosa che non riesco a capire. Se le altre provano sentimenti va bene, se li provo io non ci prova nemmeno?


Forse la spiegazione giusta è quella più semplice, ma davvero spesso la verità è più di quello che riusciamo a sopportare.

E’ quella che ci fa avere gli incubi, per poi svegliarci e scoprire che l’incubo lo viviamo davvero tutti i giorni, e allora capiamo che non c’è più niente che ci spaventa. Possiamo fare tutto, possiamo permettercelo. Permettercelo, di superare i confini, i limiti, le regole. Perché non c’è una ragione per cui rispettarli.
Questo ci rende dei mostri. Almeno, parlo per me.

Mi sono trasformata in una persona che non riconosco nemmeno più.

Non stiamo parlando dei mostri che ci spaventavano da piccoli, mostri sotto il letto o che vengono fuori con il favore del buio. Non si parla nemmeno dei mostri “dei grandi” come solitudine e menate varie. Non sono nemmeno quelli che ti tieni dentro da una vita e, ad un certo punto, si svegliano.. e non puoi più addormentarli. Il mostro stavolta sei tu.

Ti svegli una mattina e rifletti sulla tua vita, oppure viene semplicemente come un’illuminazione. Ho tenuto un corso recentemente dove spiegavano che il cervello è fatto per soluzioni lampo. Ci può essere un problema che ti perseguita per chissà quanto tempo, non riesci a trovarne la soluzione, quasi ne diventi pazzo. Poi, magari, ti svegli una mattina, e la soluzione era lì, a portata di mano. Arriva come un lampo, un colpo di genio. Poi sparisce.

Ecco, una mattina di queste mi è successa una cosa del genere.
Mi sono alzata, ed è arrivato tutto come un lampo.


Mi sono sempre considerata una persona buona, ma mi sbagliavo.